Recensione: QUARTO POTERE


Recensione di Quarto Potere, fantastica opera prima del giovanissimo Orson Welles



TITOLO ORIGINALE: Citizen Kane

NAZIONE: Usa

ANNO: 1941

REGISTA: Orson Welles

INTERPRETI PRINCIPALI: Orson Welles, Dorothy Comingore, Joseph Cotten, Everett Sloane, Agnes Moorehead, Ray Collins

GENERE: Drammatico

DURATA: 119 min (1h59min), B/N

SINOSSI: Il film narra la vita del potente magnate della stampa Charles Foster Kane.

RECESIONE: Il film di fatto racconta la storia di un ricco magnate diviso tra successo, difficoltà, traumi e donne. Scritta così non si darebbe un soldo bucato ad una storia del genere, ma guardando il film ci si ricrede.
Il punto di forza di questo film non è la storia (il soggetto "velatamente" ispirato ad un vero magnate dell'editoria, tale William Randolph Hearst, diede parecchie grane alla RKO e a Welles stesso) ma per come viene raccontata. La sceneggiatura, per l'epoca, è moderna, e la scelta stilistica delle riprese era all'avanguardia.
Il famosissimo antefatto con il protagonista che muore pronunciando le sue ultime parole "Rosabella" sono ormai scolpite nella storia del cinema (tant'è che l'American Film Institute l'ha giudicato il miglior film americano di sempre). Anche l'inserimento di un cinegiornale che descrive oggettivamente la vita del protagonista è un colpo di genio. Il film dopo il cinegiornale cercherà di ricostruire la vita del protagonista intervistando persone vicine a Kane fino ad arrivare allo storico epilogo dove si snodano tutti i misteriosi nodi della trama. 
Questa, in linea di massima, è la struttura della sceneggiatura che, tramite flashback, da indizi e informazioni di cui lo spettatore ne fa uso per farsi una idea propria sul personaggio Kane.
L'altro aspetto importante del film è la regia, un compendio di cinematografia su cui studiare. Dettagli, campi lunghi, quadri strutturati e composti, ma sopratutto l'uso della profondità di campo: tutto questo è registicamente Quarto Potere. La macchina da presa viene posizionata dove altri registi dell'epoca non avrebbero mai pensato di posizionarla ma sopratutto Welles riesce a muovere la macchina da presa come nessuno avrebbe mai osato fare. Questo dà al film un taglio quasi sperimentale.
Insomma, in questo film è il come che fa la differenza. Welles è riuscito a dare al linguaggio del cinema un compito in più: raccontare allo spettatore tutto quello che non si "vede". L'immagine fa parte della storia e non è in funzione alla storia. Questo è vero cinema.

CURIOSITA': (Fonte: IMDb)
Qui trovate molte curiosità (in inglese).

CONSIGLI: Da seguire con attenzione con un blocco note e una penna, per prendere appunti di cinema.

IN UNA PAROLA: Magnificente.

GIUDIZIO 9

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