TITUS

TITOLO ORIGINALE: Idem

NAZIONE: Regno Unito/Usa/Italia

ANNO: 1999

REGISTA: Julie Taymor

INTERPRETI PRINCIPALI: Anthony Hopkins, Jessica Lange Jonathan, Rhys-Meyers, Matthew Rhys, James Frain, Laura Fraser, Harry Lennix, Alan Cumming, Colm Feore, Osheen Jones, Angus Macfadyen, Kenny Doughty, Blake Ritson, Colin Wells

GENERE: drammatico

DURATA: 162 min (2h, 42 min), colore

SINOSSI: Il generale Titus ritorna a Roma dopo aver vinto una guerra ma la sua presenza avvia un meccanismo di invidia, violenza e vendetta.



RECESIONE: Film tratto dalla tragedia di William Shakespeare "Titus Andronicus". La storia presenta i marchi di fabbrica della maggior parte dei lavori del drammaturgo inglese: vendetta, gelosia, pazzia e violenza. Ma quello che balza all'occhio non è la trama (in quanto trasposizione cinematografica di un opera teatrale) ma è come la storia è stata rappresentata. La scelta di ambientare la storia con toni che vanno dal post-modernismo allo steam punk è molto curiosa. Infatti la mescolanza tra antico e moderno dà una connotazione al film ultra-temporale decurtando al film di una precisa collocazione storica, donando universalità alla trama. Tecnicamente il film è ineccepibile. Regia è curatissima ed insieme al reparto di fotografia compie un lavoro visionario, a tratti la pellicola sembra una graphic novel e non vengono risparmiate citazioni d'arte pittorica (si riconosce in una scena la Morte di Marat di Jacques-Louis David). I colori, le luci e le ombre riempiono e enfatizzano. Le scene oniriche hanno uno stampo lisergico ottimamente rappresentato con effetti speciali e sovrapposizioni di immagini. Il reparto scenografico (Nastro d'Argento 2010) ha fatto un enorme lavoro ed è riuscito a richiamare alla mente dello spettatore i fasti e le architetture colossali della Roma Imperiale (sebbene venga utilizzato spesso il Palazzo della Civiltà Italiana dell'Eur, sopratutto per coerenza stilistica). Il cast, di prima scelta, ha saputo ben interpretare il testo shakespeariano dosando sapientemente la recitazione teatrale con quella cinematografica. Hopkins è straordinario nella parte di Titus.
Forse l'unica pecca è il linguaggio seicentesco del testo, troppo vetusto e aulico per i più incomprensibile ma un punto di forza per gli appassionati delle opere del drammaturgo di Stratford-upon-Avon. Titus è un film crudo e violento sia nelle azioni che nelle parole, dove la trama intrattiene fino all'ultimo lo spettatore.

CURIOSITA': [Fonte: IMBb]
  • In una scena due rivali politi hanno come colore dei loro stendardi richiamano i colori della squadre di calcio della Lazio e della Roma, Julie Taymor (regista) ha detto che la scelta è stata non intenzionale.
  • L'esperienza attoriale di Hopkins in questo film fu così stressante che considerò un ritiro dalle scene.
  • Dopo le riprese della scena finale Anthony Hopkins ha scatenato la sua ira mostrando il dito medio alla telecamera.
  • Il cast ha provato per tre settimane prima dell'inizio delle riprese.
  • Nessuno dei personaggi indossa vestiti di colore verde, l'unico verde presente sulla pellicola è di natura vegetale (verdura, erba e piante). I costumi sono stati commissionati dalla regista solo con i colori rosso, metallico, blu, grigio, nero e bianco.
  • Dante Ferretti è stato ingaggiato per la scenografia di questo film grazie al suo lavoro nel Satyricon di Fellini.
  • Alan Cumming lavorerà ancora con la regista Julie Taymor ne il film "The tempest" altra trasposizione cinematografica di un opera di Shakespeare.


CONSIGLI: Il linguaggio è un po' ostico ma se avete pazienza e aguzzate orecchie e cervello vedrete un film eclettico e violento.

IN UNA PAROLA: Visionario

GIUDIZIO: 7

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